Unione Sportiva Puteolana

LA FONDAZIONE DEL PUTEOLI

Il Puteoli Sport fu fondato nell’autunno 1902, aveva inizialmente sede a Via Napoli a Pozzuoli e all’inizio si occupava di sport diversi dal football. Diede un forte impulso alla diffusione dello sport nella città portuale di Pozzuoli l’apertura del cantiere industriale Amstrong nel 1886. Gli operai inglesi praticanti il calcio e gli altri sport contribuirono alla loro diffusione nella città flegrea.

L'Operato

A dare notizia della fondazione del Puteoli fu il numero de “l’Operaio” del 1 novembre 1902. Nel 1909 cambiò denominazione in Puteoli Sport Club, con colori sociali il bianco e il rosso. A partire dal 1911 fu aperta anche la sezione calcio del club, la quale partecipò al suo primo campionato ufficiale nel 1913-14. Fu l’inizio degli anni gloriosi della Puteolana, che nel 1921-22 sfiorò anche il titolo centro-meridionale e che rappresentò l’orgoglio del calcio campano, tanto che nel 1929 il Napoli vestì per scaramanzia proprio la casacca rossa della Puteolana nello spareggio salvezza contro la Lazio, a conferma della reputazione che la squadra di Pozzuoli in quel fugace triennio di gloria (1919-1922) era riuscita a costruirsi, prima del rapido declino cominciato nel 1922 con il primo scioglimento. Di questo argomento se ne parlerà nel seguito.

I PRIMI CAMPIONATI

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Il Puteoli disputò per la prima volta un campionato ufficiale indetto dalla FIGC nel 1913-14, allorquando si iscrisse al campionato regionale di Terza Categoria, affrontando Bagnolese, Vomero e Naples III. Il campionato fu vinto dalla Bagnolese, il Vomero si classificò secondo, il Puteoli terzo, il Naples III quarto.

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Nella stagione successiva il Puteoli si iscrisse al campionato regionale di Promozione, affrontando Bagnolese e S.S. Napoli (e non la squadra riserve del Naples, come erroneamente sostenuto da Gaudino e Lubrano, storici della Puteolana).

Il campionato cominciò il 10 gennaio 1915, con la vittoria casalinga (1-0) del Puteoli sulla Bagnolese. La settimana successiva la Bagnolese trionfò per 4-3 sulla S.S. Napoli, che sette giorni dopo strappò un pareggio in trasferta per 2-2 al Puteoli. Il girone di ritorno cominciò il 31 gennaio 1915, con la vittoria in trasferta (3-1) della Puteolana sul campo della Bagnolese. Quest’ultima sette giorni dopo si impose in trasferta (2-1) sulla S.S. Napoli, che ancora una volta, nel turno successivo (14 febbraio 1915), impose il pari alla squadra di Pozzuoli (0-0). Il campionato si concluse così con il Puteoli in vetta alla classifica con sei punti, seguita dalla Bagnolese con quattro e dalla S.S. Napoli con due. Sennonché tutto fu stravolto a tavolino. “La Gazzetta dello Sport” dell’8 marzo 1915 scrisse a proposito: “il Comitato Regionale Campano, riunitosi per legalizzare la classifica, in seguito ad incidente sollevato da giuocatori dell’antico Vomero, da tempo sciolto, in ordine allo svolgimento del campionato, ha creduto bene di rimettersi alle decisioni della Federazione”.

A causa del tesseramento irregolare di alcuni giocatori provenienti dal Vomero, la Puteolana fu penalizzata di due punti in classifica e fu costretta a disputare lo spareggio per il primo posto contro la Bagnolese. Esso si disputò a Napoli il 9 maggio 1915 e fu vinto dalla Bagnolese per 1-0 grazie a una sfortunata autorete del puteolano De Rosa. Fu così che la Bagnolese si laureò campione campano di Promozione complice l’intervento della FIGC e una sfortunata autorete.

TORNEI BELLICI

Con la sospensione di ogni regolare campionato di calcio a causa dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale (maggio 1915), si disputarono fino al 1918-19 “tornei di guerra” regionali, a cui prese parte anche il Puteoli.

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Nel 1915-16 il Puteoli prese parte alla Coppa Internazionale insieme a Naples, Internazionale, Savoia e Bagnolese. Chiuse il torneo, vinto dal Naples, al quarto posto, in virtù di una vittoria e tre sconfitte.

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Nella stagione 1916-17 il Puteoli si iscrisse alla Coppa Federale Campana, alla quale si iscrissero anche Naples e Internazionale. Espugnò (0-1) il campo del Naples, ma fu battuta a domicilio dall’Internazionale, chiudendo al secondo posto dietro l’Internazionale.

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Nella stagione 1917-18 il Puteoli prese parte alla Coppa Internazionale insieme a Internazionale, Naples e Scintilla. Chiuse il torneo, vinto dall’Internazionale, al terzo posto.

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Nella stagione 1918-19 il Puteoli, con la nuova denominazione di Puteolana (assunta nel gennaio 1919), prese parte alla Coppa Reichlin (vinta dal Naples) e al trofeo “Il Corriere di Napoli”, vinto dal Pro Napoli.

IL DEBUTTO DEL MASSIMO CAMPIONATO

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Nel 1919 il Puteoli S.C. cambiò denominazione in U.S. Puteolana e fu ammessa al massimo campionato, la Prima Categoria, per la stagione 1919-20. Fu allestita una formazione competitiva e l’esordio fu positivo. Vinse entrambi i confronti diretti contro l’agguerrito Pro Napoli (terza forza del campionato regionale) e il derelitto Pro Caserta (fanalino di coda), mentre con le veterane Naples e Internazionale andò peggio: pareggiò entrambi gli scontri con il Naples (che deluse, considerato il suo blasone, arrivando quarto) mentre contro i campioni regionali dell’Internazionale arrivarono un pareggio e una sconfitta. La Puteolana chiuse il campionato regionale al secondo posto, dietro soltanto allo squadrone dell’Internazionale, qualificandosi, da matricola, alle semifinali Centro-Sud.

In semifinale la Puteolana fu inserita nello stesso girone di Pisa e Fortitudo (di Roma). L’esordio a livello interregionale (o subnazionale) non fu però positivo. Alla prima giornata, disputata l’11 aprile 1920, la Puteolana fu travolta in trasferta per 5-0 dal Pisa, mentre sette giorni dopo i “rossi” furono battuti a domicilio (1-2) dalla Fortitudo. L’11 maggio arrivò la terza sconfitta consecutiva, un umiliante 5-0 subito per mano della Fortitudo a Roma. A questo punto, per salvare l’onore, non rimaneva che l’ultima partita da disputare in casa, al Campo Armstrong di Arcofelice (frazione di Pozzuoli), contro il Pisa. Sennonché il Pisa, perdendo per 4-1 in casa contro la Fortitudo il 18 maggio, non poteva più sperare di raggiungere i romani in vetta alla classifica, ragion per cui preferì disertare l’ultima partita in programma per il 23 maggio contro la Puteolana. La Puteolana ottenne così i suoi primi e unici due punti a tavolino per forfait dei toscani. La formazione tipo della Puteolana nella stagione di esordio nella massima serie era: Rinetti; Lobianco, Saviano; Forte, Pizzo, Cassese; Furlanetto, Peluso, Acuto, Parodi, De Martino.

Nel frattempo la Puteolana disputò alcuni tornei amichevoli, aggiudicandosi il Trofeo “Corriere di Napoli”, avendo la meglio del Naples nella finale. La finale d’andata, disputata a Pozzuoli il 30 marzo 1920, fu vinta dai rossi per 3-1. Nel corso della partita di ritorno, disputata il 7 giugno a Bagnoli, la Puteolana (fino in quel momento in vantaggio per 1-0), per decisione del suo capitano Parodi, si ritirò in segno di protesta per la decisione dell’arbitro di assegnare un rigore a favore del Naples. Il quotidiano “Il Mezzogiorno” sostenne che il Naples aveva vinto a tavolino la partita, ma il Comitato Regionale non fu dello stesso avviso, e, invece di assegnare la vittoria a tavolino ai partenopei, mandò a ripetere la partita. La ripetizione del 14 giugno terminò 0-0, decretando la vittoria della Puteolana.

UN’INGIUSTA SQUALIFICA

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Per il campionato 1920-21 la Puteolana fu inserita nel Girone A campano, insieme a Naples, Savoia (di Torre Annunziata) e Salernitana. Il campionato cominciò il 28 novembre 1920 con il pareggio per 1-1 all’Oncino contro la matricola Savoia. Dopo questo passo falso, comunque, i rossi riuscirono in breve tempo a conquistare la vetta solitaria del girone, dapprima espugnando il campo della Salernitana (0-1) e poi imponendosi in casa sul Naples (3-1). La Puteolana ingranò la marcia, travolgendo per 7-0 il malcapitato Savoia, espugnando il campo del Naples (1-2) e infine imponendosi a tavolino sulla Salernitana (che aveva dichiarato forfait). I rossi di Pozzuoli vinsero il girone con 11 punti, qualificandosi, insieme al Naples, al girone finale campano, dove si trovò di fronte anche Internazionale e Bagnolese. Le prime due classificate del girone finale campano si sarebbero qualificate alle semifinali Centro-Sud.

Nel frattempo la Puteolana disputò anche qualche amichevole prestigiosa, pareggiando per 1-1 contro la Lazio e perdendo contro il forte Legnano (campione lombardo di Prima Categoria 1920-21, precedendo in classifica squadroni come Milan e Inter). Nel frattempo il girone finale campano era cominciato e la Puteolana vinse cinque partite di fila, battendo per 2-0 e per 3-1 l’Internazionale, per 1-0 e per 2-1 la Bagnolese e per 3-2 il Naples. Alla vigilia dell’ultima giornata, dove doveva giocare a Bagnoli sul campo del Naples, la Puteolana aveva già vinto il girone con ampio distacco, risultando già qualificata matematicamente alle semifinali Centro-Sud. La classifica a una giornata dal termine era infatti la seguente: Puteolana 10, Naples 5, Bagnolese 4, Internazionale 1. Nessuno sembrava poter togliere alla Puteolana la qualificazione raggiunta con pieno merito sul campo. Ebbene, ci pensò il Comitato Regionale Campano, che a quanto pare (lamentano alcune fonti dell’epoca) non vedeva di buon occhio il dominio in ambito regionale dei rossi di Pozzuoli, e attendeva solo il momento opportuno per danneggiarli. E il momento opportuno arrivò.

Il 9 aprile 1921, ultima giornata del campionato campano, la Puteolana affrontava in trasferta il Naples, arbitro Mario Argento (ex giocatore di Naples e Internazionale). La Puteolana era già matematicamente prima e qualificata, invece il Naples doveva guardarsi alle spalle dalla Bagnolese e aveva bisogno di una vittoria per evitare l’eventuale sorpasso in classifica dei nerostellati di Bagnoli, che sarebbe costato la mancata qualificazione alle semifinali.  I rossi di Pozzuoli cominciarono sotto tono la gara. Secondo la cronaca del Corriere di Napoli, “la Puteolana, soverchiata dall’impegno e dall’assieme degli avversari, aiutati anche dal vento, diventa subito nervosa, tenta l’azione slegata, di sorpresa, ma è sempre infrenata, a dovere. I suoi uomini perdono la bussola e solo Manfrenati, il magnifico difensore, salva disperatamente a più riprese la sua area dalla meta avversaria”. Un gol di testa di Ghisi su cross di Casabona venne annullato dall’arbitro Argento per fuorigioco. Il Naples continuò ad attaccare, e si portò in vantaggio al 32°, rete di Valente. Alcuni minuti dopo Bruschini raddoppiò, tra le proteste del pubblico puteolano, secondo il quale il gol andava annullato per un fuorigioco. Nella ripresa Valente portò a tre le marcature per il Naples. La Puteolana, sotto di tre gol, “non combina più e si abbandona a dannosi individualismi. Moretti viene espulso dal campo e Rinetti passa all’attacco. I rossi hanno perso completamente la bussola”. A dieci minuti dalla fine, avviene il fattaccio che determina la definitiva sospensione della partita e la squalifica dei rossi, con conseguente estromissione dal campionato. Poiché il portiere puteolano Rinetti aveva cambiato ruolo a partita in corso passando all’attacco, su richiesta del capitano del Naples l’arbitro interruppe momentaneamente la partita pregando Rinetti a togliersi la divisa da portiere per mettersi quella da giocatore di movimento. Nel corso della sospensione, resasi necessaria per convincere Rinetti a mettersi in regola, il pubblico puteolano invase il campo con il preciso intento di far sospendere la partita, riuscendoci infine: “l’arbitro, dopo aver atteso il tempo regolamentare, ordina alle due squadre di ritirarsi”. Il giorno dopo il Corriere di Napoli, nel suo resoconto della partita, attaccò la Puteolana:

“La ripresa del campionato ci ha rivelato due grosse sorprese ai due estremi del bene e del male: il ritorno superbo dei bleu-celesti e l’antisportivo gesto puteolano. Il primo merita il più favorevole commento, il secondo le più aspre parole, che non saremo certo noi, ormai stanchi di predicare al vento, a profferire per l’ennesima volta. Lo sport è qualcosa di fine e cavalleresco, che non entra in tutte le menti e non è alla portata di tutti. Allo stato attuale la partita ci insegna che la Puteolana non è disposta a cedere anche ad avversari più forti e nelle prossime partite o vincerà o ne decreterà l’interruzione”.

All’indomani della partita il Comitato Regionale Campano punì l’invasione di campo dei tifosi puteolani con i seguenti duri provvedimenti ai danni della Puteolana: perdita a tavolino della partita per 2-0; squalifica della Puteolana, tolta dalla classifica ed estromessa dalle semifinali Centro-Sud; squalifica del campo Armstrong di Arcofelice; pesanti squalifiche ad alcuni giocatori puteolani (Rinetti fu addirittura squalificato per due anni). Alcuni giornali, come “Moto e Vita”, difesero la Puteolana e attaccarono l’operato del Comitato Regionale Campano, gridando al complotto ordito ai danni della Puteolana per estrometterla dal campionato a tutto vantaggio della partenopea Bagnolese (qualificata a tavolino alle semifinali al posto dei puteolani). Ecco l’articolo di “Moto e Vita”:

“Tutta Napoli sportiva è insorta oggi contro l’ingiusto e sleale procedimento preso dal Comitato Regionale Campano, verso la Società, che con sacrifici immensi, sempre e dovunque ha tenuto alto il nome ed il prestigio dello sport campano. La Puteolana, morta e risuscitata per l’incoerenza di quattro o cinque inquisitori, è stata oggi riqualificata: la ragione principale è da ritrovarsi nel fatto che quindici vittorie ottenute dalla Puteolana, su tutte le squadre campane feriscono ed offendono l’orgoglio e l’amor proprio dei diversi componenti il famoso (per gaffe) Comitato Regionale. Difatti tutto han fatto ed hanno tentato i diversi Torquenada del Comitato Regionale ai danni della squadra del Cav. D’Amato. Una guerriglia sorda, meschina, riluttante, animata da quelli che si professano gli amici più cari dello sport (Del Pezzo Argento e C.i) valse in un primo tempo a proporre la squalifica della Puteolana, squalifica che non avvenne per l’alto sentimento sportivo dei rappresentanti dell’U.S. Savoia di Torre Annunziata. Più tardi, avendo la Puteolana precedenti impegni con altre squadre (Liberty di Bari e Lazio di Roma) e non avendo però aderito alla formazione della rappresentanza contro i forti campioni Lombardi, il Comitato Regionale si schierò apertamente contro i rossi, non permettendo a questi, che si sfidassero da soli il Legnano, impedendo altresì agli arbitri ufficiali di arbitrare il detto match. Ma i rossi, noncuranti, sfidarono i lilla, ed ancora una volta, a differenza delle due rappresentative, tennero alto il nome del foot-ball campano cedendo solo a denti stretti ai forti avversari. Rosi dalla rabbia (e perché no da invidia? …) tutti si coalizzarono contro i rossi di Pozzuoli e riunitisi segretamente in concilio segreto Mure, Basona, Argento, Parisi e Del Pezzo giurarono di vendicarsi. Oggi han concluso il loro piano! E per una invasione di pubblico, nell’ultimo match contro il Naples (sul campo di Naples), pubblico giustamente aizzato dapprima dal prezzo proibitivo dei biglietti d’ingresso, e dopo dall’arbitraggio soltanto indecoroso del giornalista Argento, gli undici piccoli atleti rossi si son visti di colpo esclusi dal campionato, per cui con fede incrollabile e con passione ardente han lottato un anno intero, multati di migliaia di lire, squalificato il campo di Arco Felice non solo, ma han visto altresì squalificato per due anni interi il magnifico Rinetti, e per molti mesi Moretti e Parodi. A tanta nequizia e malafede noi non aggiungiamo parola: siamo soltanto convinti e con noi tutti quelli che ragionano, che i componenti il Comitato Regionale han dato cattiva prova, per cui alla testa del movimento sportivo, se non si vuol far del tutto scomparire lo sport a Napoli, si ha urgentemente bisogno di persone serie e dabbene.”

La Puteolana reagì presentando ricorso alla Presidenza Federale. Il presidente della Puteolana Alfonso D’Amato scrisse una lettera in cui difese l’operato della propria società, escludendone ogni responsabilità riguardo l’invasione di campo incriminata. Il Corriere di Napoli del 18 aprile 1921 pubblicò il seguente stralcio di tale lettera:

“Smentendo nel modo più reciso di aver dovuto deplorare atti più o meno inconsulti commessi dai miei consoci. E’ vero che ho riprovato, come riprovo tuttora quanto dolorosamente è accaduto ma ripeto con ferma coscienza che la società non ha nulla a rimproverarsi e che i dirigenti niente han tralasciato per evitare il prolungarsi e quel che più conta l’inasprirsi della violenza che avrebbe potuto ancor più degenerare, stante lo stato d’animo della folla esacerbata per tutte le precedenti rappresaglie a danno dell’U.S.P. ultima quella dei prezzi addirittura proibitivi.”

A fine giugno, a semifinali ormai terminate, la sentenza della Presidenza Federale sul ricorso della Puteolana arrivò. Secondo Il Corriere di Napoli del 26 giugno 1921:

“Nell’ultima seduta la Presidenza della Federazione Italiana del Giuoco del Calcio ha preso in esame il reclamo dell’Unione Sportiva Puteolana. Ha confermato l’esclusione dal Campionato dell’Unione Sportiva Puteolana, ha revocata la squalifica del campo della medesima ed ha ridotto la squalifica del giocatore Rinetti a tutto settembre. Ha in più deciso di ammonire i dirigenti dell’Unione Sportiva Puteolana per non aver saputo o voluto prevenire e reprimere i fatti lamentati.”

La Puteolana si vide così definitivamente precluso il diritto acquisito sul campo di affrontare le più forti compagini del Lazio e della Toscana. La formazione tipo della Puteolana, campione campano sul campo, era costituita da: Rinetti; Manfrenati, Elia; Paolino, Lasala, Moretti III; Lobianco, Peluso, Doglioli, Cavalieri, De Carluccio.

VICECAMPIONI DELLA LEGA SUD

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Dopo la delusione subita, la Puteolana si preparò per il successivo campionato, sperando che simili torti non si sarebbero mai più ripetuti. E infatti, questa volta non si ripeterono. In seguito alla scissione tra FIGC e CCI, la Lega Sud, lega da poco creata e a cui fu affidato il compito di gestire i campionati centro-meridionali (mentre quelli settentrionali furono affidati alla Lega Nord), decise di aderire alla CCI. La Puteolana disputò dunque per la stagione 1921-22 il campionato organizzato dalla CCI e non quello della FIGC.

Il campionato campano della Lega Sud della CCI cominciò il 6 novembre 1921 e fu dominato dalla Puteolana che vinse il girone a punteggio pieno con 12 vittorie su 12. Decisivi furono gli scontri diretti contro il competitivo Savoia di Torre Annunziata: l’11 dicembre 1921 i rossi espugnarono il difficile campo dell’Oncino per 0-1 (rete di Parodi al 65°) mentre al ritorno, all’Armstrong, arrivò una netta vittoria per 5-1. Il Savoia, avendo perso entrambi gli scontri diretti contro i rossi, che avevano già vinto matematicamente il campionato, non si presentò in campo nel recupero contro l’Internazionale chiudendo secondo con sei punti di distacco dalla Puteolana. Dopo aver confermato il dominio regionale, la Puteolana dovette affrontare le Finali della Lega Sud contro i campioni delle altre regioni. Fu sorteggiata in semifinale contro l’Anconitana, campione delle Marche: la partita fu disputata il 14 maggio 1922 sul campo neutro di Roma, e vide la vittoria per 3-0 dei rossi, grazie alle reti di Elia al 9°, di Ponzone al 15° e di Parodi al 23°. La Puteolana si qualificò così alla finale della Lega Sud, da disputare contro i romani della Fortitudo. La vincente della sfida si sarebbe laureato Campione dell’Italia Centro-Meridionale e avrebbe ottenuto l’onore di affrontare la Pro Vercelli (campione della Lega Nord) nella finalissima per il titolo di Campione d’Italia. La finale si disputò in gara unica a Roma il 4 giugno 1922 e purtroppo andò male per i rossi, che persero per 2-0, a causa di una sfortunata autorete di Lobianco al 20° e al raddoppio di Bramante nella ripresa. Fu così la Fortitudo ad accedere alla finalissima per il titolo di Campione d’Italia contro la Pro Vercelli, vinta ovviamente largamente dai vercellesi. Alla Puteolana restò la soddisfazione di essere vicecampione dell’Italia Centro-Meridionale e di essere andata vicina alla qualificazione alla finalissima per il titolo di Campione d’Italia. La formazione tipo della Puteolana vicecampione centro-meridionale era: Rinetti; Farina, Lobianco; Cassese, Fiore, Moretti III; Elia, Polisano, Ponzone, Parodi, Paolino.

E’ da segnalare inoltre la disputa di una prestigiosa amichevole contro il blasonato Genoa, disputata a Pozzuoli il 16 aprile 1922 e persa di misura per 2-1. Il “figlio di Dio” De Vecchi (giocatore del Genoa e della nazionale) rimase stupito dalla foga agonistica mostrata dai rossi di Pozzuoli nel corso dell’amichevole, e soprannominò il capitano della Puteolana Parodi “il figlio del diavolo” (la Puteolana era soprannominata “i diavoli rossi”).

LO SCIOGLIMENTO

Purtroppo il raggiungimento della finale di Lega Sud fu il canto del cigno della Puteolana, che, qualche mese dopo, nell’ottobre 1922 fu costretta addirittura a sciogliersi per difficoltà economiche, dopo un vano tentativo di fusione con la Bagnolese. Il giornale di Milano “La Gazzetta dello Sport”, nel numero del 22 ottobre 1922, scrisse:

“Era corsa voce in questi ultimi giorni di una grave crisi latente in seno alla Puteolana, e data la gravità di una simile notizia abbiamo voluto sincerarcene recandoci personalmente a Pozzuoli. La verità purtroppo è più grave di quello che appariva in un primo momento. In effetti da più giorni serpeggiava un certo malumore fra i soci e i supporters locali, per le cattive prove date dalla squadra campione contro l’Internazionale e la Pro Italia. A ciò si sono aggiunte alcune difficoltà finanziarie sorte per le ingenti spese occorrenti per la nuova stagione, le quali hanno finito per aggravare la situazione. Si era pensato persino a un tentativo di fusione tra la Puteolana e la Bagnolese, che anch’essa versa in condizioni alquanto precarie; ma anche questa soluzione, che sarebbe risultata simpaticissima e molto opportuna, è andata in fumo. Dopo di ciò ieri sera l’assemblea dei soci, dopo ampia e documentata discussione, ha finito per decretare lo scioglimento della Società. Non c’è chi veda quale profonda e dolorosa eco solleverà una tale decisione nell’ambiente calcistico della Lega del Sud, nella quale la Puteolana era assurta per valore di giocatori e per il grande ardore dei suoi sostenitori ad uno dei primissimi posti. Il fatto dolorosissimo presta il fianco a molti e svariati commenti, specie a noi che l’anno scorso passammo per visionari per avere onestamente spezzato una lancia contro il pericolo del professionismo. Dimostreremo in seguito che avevamo ragione allora come l’abbiamo oggi. Ma ora non è tempo per recriminare. Piuttosto, per il buon nome del nostro calcio e perché resti in piedi la bella e gloriosa tradizione dei diavoli rossi di Pozzuoli, noi confidiamo nel buon senso e nella grande passione dei puteolani per i propri colori, perché comunque rientri la calma, e la Puteolana risorga più forte e più gloriosa di prima. Questo è quanto si augurano tutti coloro che amano veramente lo sport per lo sport, e che gli amici di Pozzuoli devono volere a ogni costo.”

Si sciolse così la gloriosa Puteolana. I suoi giocatori più rappresentativi andarono a rinforzare altre squadre (come il Savoia, che prese il posto dei rossi di Pozzuoli come dominatore del campionato regionale).

LE RIFONDAZIONI E L’INGLORIOSO RITORNO NEL MASSIMO CAMPIONATO

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Dopo di ciò ci furono dei vani tentativi di rifondazione, che però non servirono per riportare la Puteolana ai fasti di un tempo. Nella fine del 1922 fu fondata l’U.S. Flegrea, come erede della Puteolana. Essa disputò però soltanto amichevoli.

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Nel 1923 fu fondato il Gruppo Ginnico Sportivo Pozzuoli, con l’intento di continuare la storia della gloriosa Puteolana. Il G.G.S. spesso e volentieri era definito i “bleu” nelle cronache, anche se in alcune occasioni risulta aver indossato le storiche rosse casacche. Esso si iscrisse per la stagione 1923-24 al Campionato delle società minori, formalmente di Quarta Divisione. In realtà il formale rango di Quarta Divisione era soltanto un escamotage del Comitato Regionale Campano per far disputare ufficiosamente un campionato regionale di Seconda Divisione ammettendo però molte più compagini del numero massimo di sei squadre per regione previste dal regolamento. Infatti, il Comitato Regionale Campano stabilì che i gironi A, B, C e D del campionato regionale di Quarta Divisione avrebbero costituito in realtà la Seconda Divisione, mentre i gironi E e F avrebbero costituito la Terza Divisione. Tutto ciò è alquanto confusionario, ma servì per ammettere alla Seconda Divisione Campana ben 19 squadre aggirando così il regolamento che prevedeva per la Seconda Divisione un numero massimo di sei squadre per regione. Il Gruppo Ginnico Sportivo iscrisse la prima squadra alla Seconda Divisione (girone A) e la seconda squadra alla Terza Divisione (girone E).

La squadra di Pozzuoli cominciò bene il campionato pareggiando per 0-0 contro il Vomero e battendo Giulio Cesare, Pro Santa Lucia e Audace, balzando momentaneamente in vetta alla classifica; ma il buon inizio fu vanificato dai provvedimenti del Comitato Regionale Campano che mandò a ripetere le partite contro il Vomero e la Pro Santa Lucia e assegnò persa a tavolino la partita contro il Giulio Cesare per la posizione irregolare di alcuni giocatori puteolani; la Puteolana perse così in un colpo solo ben cinque punti (anche se quattro di essi potevano in teoria essere recuperati vincendo le due ripetizioni). Il G.G.S. faticò a riprendersi dalla batosta perdendo per 2-0 e per 4-0 contro il Vomero, per 4-0 contro lo Speranza e per 2-0 contro il Pro Santa Lucia. Nel frattempo, nel marzo 1924 assunse brevemente la gloriosa denominazione di Puteolana (più precisamente S.S. Puteolana) per poi tornare Gruppo Ginnico Sportivo. Le vittorie contro Audace e Giulio Cesare e il pareggio contro il Pro Santa Lucia permisero al G.G.S. di risalire la classifica chiudendo al quarto posto con nove punti in classifica.

Nel frattempo, nel maggio 1924, era cominciato il campionato di Terza Divisione e la seconda squadra del G.G.S. si fece ben valere, lottando per la vittoria del girone E. Vinse per 2-0 le riserve del Vomero, umiliò per 9-1 le riserve del Berlingieri, sconfisse per 1-0 l’Esperia di Bagnoli, ma non vinse il girone a causa delle sconfitte per 3-1 contro le riserve del Pro Santa Lucia e per 1-0 contro le riserve dell’Audace. In particolare risultò decisiva la sconfitta casalinga per 1-0 nello scontro diretto del 22 giugno 1924 contro l’Audace, che permise a quest’ultimo di vincere il girone proprio con due punti di vantaggio sul G.G.S., secondo a pari punti con Berlingieri ed Esperia.

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Nell’agosto 1924 avvenne la fusione di Gruppo Ginnico Sportivo Pozzuoli e Unione Sportiva Studentesca Puteolana nella Società Sportiva Puteolana Sporting Club,  il cui obbiettivo era, stando al comunicato emanato al momento della fondazione, quello di “perpetrare le gloriose gesta dei Diavoli Rossi”, curando “in modo speciale il giuoco del calcio”, pur non trascurando gli altri sport. Nel settembre 1924 la rifondata Puteolana ottenne un prestigioso pareggio per 1-1 in amichevole contro l’Internaples, e la stampa dell’epoca elogiò il ritorno dei “diavoli rossi”. Comunque i colori della nuova Puteolana erano il granata, e non esattamente il rosso. Tuttavia, il Comitato Regionale Campano decise di indire un campionato regionale di Seconda Divisione vero e proprio, ma ciò significava ammettervi solo sei squadre, e la Puteolana fu scartata dal novero delle sei elette scelte a discrezione del Comitato Regionale tra tutte quelle che avevano inviato domanda di iscrizione. Le società escluse, tra cui la Puteolana, presentarono reclamo alla Lega Sud, chiedendo e ottenendo di poter disputare spareggi di qualificazione contro le peggiori tra le sei elette. Tuttavia, il Comitato Regionale Campano si mostrò inflessibile, costringendo la Lega Sud a ritornare sui propri passi dando ragione al Comitato Regionale. La Puteolana si dovette dunque accontentare di disputare per la stagione 1924-25 la Terza Divisione.

La Puteolana vinse il girone A nel quale aveva affrontato Resurgo (di Torre del Greco), Pro Nola, Goliardo (di Castellammare di Stabia) e Speranza di Napoli, qualificandosi così alla finale contro la vincente del Girone B, il Formia (fino al 1927 Formia faceva parte della Campania, più precisamente della provincia di Terra del Lavoro, l’antica denominazione della provincia di Caserta). Tuttavia il Formia non si presentò dichiarando forfait per entrambe le partite, e fu così che la Puteolana vinse a tavolino il campionato campano di Terza Divisione, venendo promossa in Seconda Divisione. Tuttavia, a causa della mancata iscrizione di Savoia, Cavese e Salernitanaudax alla Prima Divisione, la Puteolana fu ripescata in Prima Divisione, tornando così nella massima serie dopo tre anni di assenza.

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La nuova S.S. Puteolana S.C. era tuttavia solo l’ombra della gloriosa U.S. Puteolana dominatrice regionale e vicecampione della Lega Sud soltanto tre anni prima. Tutti i giocatori talentuosi che le avevano permesso di raggiungere la finale di Lega Sud tre anni prima erano andati a rinforzare altre squadre (come Savoia e Internaples) e la Puteolana disputò la massima serie con una formazione di giovani senza pretese. Il ritorno nel massimo campionato, nella stagione 1925-26, fu così semplicemente disastroso. La Puteolana chiuse il girone campano mestamente all’ultimo posto, senza racimolare nemmeno un punto nelle otto partite disputate, segnando solo 5 reti e subendone ben 29. Perse per 3-1 e per 5-0 contro lo Stabia, per 6-0 e per 2-0 contro l’Internaples, per 2-1 e per 5-3 contro la Casertana e per 3-0 e per 2-0 contro la Bagnolese. Capocannoniere della squadra in quella stagione disastrosa fu Ciaramella, con tre reti.

La Carta di Viareggio del 2 agosto 1926, importante riforma dei campionati, fece il resto escludendo la Puteolana sia dalla nuova massima serie, la Divisione Nazionale, sia dal neocostituito campionato cadetto, la Prima Divisione. I dirigenti della Puteolana decisero quindi di abbandonare la FIGC iscrivendo la società ai campionati provinciali giovanili dell’ULIC, nella quale la squadra militò con alterne fortune per tre stagioni.

I tempi d’oro della Puteolana erano ormai andati e non tornarono più. La Puteolana tornò a disputare un campionato interregionale FIGC nel 1929-30 chiudendo mestamente all’ultimo posto a quota zero punti nel Girone A della Seconda Divisione Sud (quarto livello dell’epoca). Quello fu l’unico torneo interregionale disputato nel periodo interbellico dopo il 1926. Dopo aver disputato numerosi tornei ULIC e campionati regionali FIGC di Prima, Seconda e di Terza Divisione, solo nel 1948 tornò a disputare un campionato interregionale grazie alla promozione in Promozione, la Serie D dell’epoca. Debuttò in Serie C (anzi in Serie C1) soltanto a tavolino nel 1986 grazie all’acquisto del titolo sportivo del Campania di Ponticelli, tornando subito dopo tra i dilettanti. Solo nel 1999-00 arrivò una effimera promozione sul campo in Serie C2, dove restò per tre campionati, prima di tornare nuovamente tra i dilettanti. Sono seguiti numerosi fallimenti, rifondazioni e compere di titoli sportivi di altre squadre campane (come Campania, Gragnano e Internapoli) ma la Puteolana non riuscì mai più a ritornare ai fasti di un tempo, disputando per lo più campionati di Serie D e pochissimi campionati di Serie C1 e C2 (la Serie C1 fu raggiunta soltanto a tavolino per l’acquisto del titolo sportivo del Campania che si trasferì a Pozzuoli diventando Campania-Puteolana).

La memoria delle gloriose gesta dei diavoli rossi di Pozzuoli nel triennio 1919-1922 resta. E non a caso, quando nel 1929 il Napoli dovette disputare uno spareggio a Milano contro la Lazio per la permanenza in massima serie, i partenopei decisero per scaramanzia di indossare per l’occasione le rosse casacche della Puteolana, sperando di riuscire in questo modo a ottenere una difficile salvezza. La mossa scaramantica portò bene al Napoli, che disputò così il campionato di Serie A nel 1929-30, e attesta come fossero all’epoca tenuti in alta considerazione i risultati raggiunti in quel triennio dalla Puteolana, al punto da far indossare agli azzurri del Napoli quelle gloriose rosse casacche.