Unione Sportiva Casertana

C’ERA UNA VOLTA LA ROBUR

La prima squadra di Caserta di cui si ha notizia è il F.B.C. Robur, sorta nel 1908. I colori sociali, secondo alcune fonti, erano il bianco e il nero (nel senso che la camicia era bianca e i pantaloncini neri). La nuova compagine cominciò a disputare fin da subito frequenti amichevoli con le compagini di Napoli, riportando frequentemente sconfitte. La società disputava le proprie partite interne nel Reale Parco di Caserta (sì, proprio nella Reggia di Caserta, per quanto insolito possa apparire oggi).

Il 17 ottobre 1909 si disputò nel Reale Parco di Caserta il torneo regionale di Caserta, indetto dal Naples F.B.C. Al torneo si iscrissero tre squadre di Napoli (Naples, Audace e Open Air) e una di Caserta (la Robur). Tuttavia l’Open Air diede forfait all’ultimo istante. Alle 10,45 cominciò il primo incontro tra Naples e Audace: la partita non ebbe storia e si concluse 7-0 per il Naples, già in vantaggio per 5-0 al termine del primo tempo. Il secondo incontro, quello decisivo tra Naples e Robur, ebbe luogo alle 15 dopo il pranzo. Il Naples vinse per 3-0, aggiudicandosi il trofeo e le undici medaglie offerte dal signor Anatra, presidente dello stesso Naples. Il secondo posto andò all’Audace dopo aver vinto il terzo incontro del torneo, contro la Robur, per 1-0. I casertani, stanchi dopo l’incontro con il Naples, subirono per tutto l’incontro l’iniziativa dell’Audace, il quale riuscì a segnare il gol della vittoria nel finale. In occasione del gol, il pubblico invase il campo interpretando male il fischio dell’arbitro e gli stessi giocatori della Robur, dopo aver contestato l’arbitro per una presunta errata computazione del tempo di gioco, si ritirarono per protesta dal campo consegnando la vittoria all’Audace.

La Robur prese parte anche alla Targa Clescovich, venendo eliminata in semifinale dal Naples con l’umiliante punteggio di 0-11 (28 novembre 1909).

Andò meglio nella Coppa Casacchia-Audace organizzata dall’Audace, disputatasi tra gennaio e febbraio 1910. Il 30 gennaio 1910 la Robur di Caserta sconfisse per 3-2 l’Open Air al primo turno. La formazione scesa in campo era la seguente: Garlati Gerolamo; Mischi Attila, De Negri Alfredo; Conforti Raffaele, Ferraris Alessandro, Raffaelli Ercole;  Imerico Luciano (capitano), Carletti Ugo, Galliani Mario, Buttini Lorenzo, Raffaelli Paolo. La semifinale del torneo si disputò il 6 febbraio 1910 tra Audace e Robur di Caserta: prevalsero i casertani per 4-0. La finale tra SS Napoli e Robur si disputò il 13 febbraio 1910, e terminò 0-0, rendendo necessaria la ripetizione. Nella ripetizione della finale, disputata il 20 febbraio 1910, fu la SS Napoli a imporsi per 3-0. La Coppa Casacchia-Audace fu dunque vinta dalla SS Napoli.

La Robur si iscrisse alla Terza Categoria 1909-10, qualificandosi direttamente alla finale contro il vincitore del campionato napoletano in quanto unica iscritta nel girone delle province. Le finali contro l’Audace di Napoli si disputarono nel maggio 1910. Il 5 maggio i casertani persero nettamente a Napoli per 4-1, ma tre giorni dopo si rifecero imponendosi per 2-0 nel retour match in casa. Poiché all’epoca contavano solo i punti in classifica accumulati nelle due sfide (in quanto gli scontri a eliminazione diretta di andata e ritorno venivano considerati come gironi all’italiana con due sole squadre) e non il punteggio aggregato, si rese necessario lo spareggio da disputarsi sul campo dell’Audace, cioè la squadra con la migliore differenza reti. Sennonché la Robur non si presentò in campo, e l’Audace vinse il campionato a tavolino. Alcuni mesi dopo la vittoria a tavolino fu annullata e lo spareggio si rigiocò il 7 ottobre 1910 (!): il Mattino riportò la vittoria della partita e del campionato da parte dell’Audace ma non il risultato.

Sulle vicende successive della Robur non si hanno a disposizione granché informazioni. Secondo alcune fonti si iscrisse al campionato di Terza Categoria anche nella stagione 1910-11 perdendo la finale contro la vincente del girone napoletano, la S.S. Napoli. Si ha inoltre notizia di una partita amichevole disputata a Caserta il 4 febbraio 1912 contro l’U.S. Internazionale di Napoli, terminata 0-0.

LA PRO CASERTA

Nel frattempo nel 1912 sorse l’U.S. Volturno di Caserta (colori sociali il verde e il nero), nel 1913 il C.S. Pro Caserta (che nel 1919 cambiò denominazione in U.S. Pro Caserta). Nel 1919 fu proprio il Pro Caserta (maglia nera con risvolti verdi, secondo almeno il Fontanelli; secondo altre fonti giocava in divisa bianca particolarizzata da tre cerchi intrecciati tra loro) ad avere la possibilità di prendere parte al campionato di massima categoria, la Prima Categoria. Il Pro Caserta fu ammessa agli spareggi pre-campionato. Battendo il Brasiliano per 6-0 il 26 ottobre 1919 e il Savoia per 4-0 il 3 novembre, i casertani vennero promossi nella massima serie.

Il loro primo e ultimo campionato di massima divisione fu per loro alquanto disastroso. Il 23 novembre persero 7-1 (!) in casa contro l’Internazionale, successivamente, oltre a perdere tutte le altre partite in casa (però con punteggi più onorevoli), subirono sconfitte in trasferta assolutamente umilianti: 0-13 dal Pro Napoli, 0-7 dal Naples, 2-8 dall’Internazionale, solo la Puteolana preferì non infierire e vinse “solo” 3-1. La loro relativa fortuna fu che l’umiliante sconfitta per 1-7 subita a Caserta dall’Internazionale fu annullata e la partita mandata a ripetere a fine girone: il motivo era il tesseramento irregolare di un giocatore dell’Internazionale, tal Barone, che in realtà si chiamava Baroncino (era stato schierato con falso cognome); essendo Barone/Baroncino sceso in campo in quella partita senza regolare tessera, e, essendo però stata provata la diligenza dell’Internazionale per ottenere il rilascio della tessera stessa, il Comitato Regionale non assegnò la vittoria a tavolino al Pro Caserta ma mandò a ripetere la partita. La ripetizione della partita fu incredibilmente vinta dal Pro Caserta per 1-0 che ottennero così l’onore di essere stati gli unici del girone a battere la finora invitta Internazionale (campione campano 1919-20) ed evitarono il disonore di chiudere il campionato a quota zero punti. Si può comunque presumere che l’Internazionale scese demotivato in campo, essendo già matematicamente primo, e questo agevolò di molto l’impresa. I Casertani chiusero comunque ultimi in classifica.

Dopo questo campionato del Pro Caserta se ne persero le tracce. Nel frattempo nel 1921 l’U.S. Volturno cessò l’attività, venendo sostituita dall’A.S. Ausonia di Caserta. Infine nel 1924 i dirigenti della Robur, dell’Ausonia e del Pro Caserta decisero di unire le forze costituendo l’Unione Sportiva Casertana.

LA CASERTANA

L’U.S. Casertana si costituì così nel 1924 dalla fusione di Robur, Ausonia e Pro Caserta (secondo il Fontanelli). I colori sociali erano il rosso e il blu.

In ogni modo, dopo un anno di inattività, nella stagione 1925-26 la Casertana venne direttamente ammessa a disputare il campionato di massima serie, la Prima Divisione, complici le mancate iscrizioni di Savoia, Cavese e Salernitanaudax. Inserita nel girone campano insieme a Internaples, Bagnolese, Stabia e Puteolana, la Casertana attraversò alti e bassi, subendo un umiliante 0-10 a Caserta (!) dal fortissimo Internaples, ma chiudendo al terzo posto, lasciandosi alle spalle Stabia e Puteolana. Gli otto punti conquistati furono ottenuti battendo sia in casa che in trasferta Stabia e Puteolana. Contro Internaples e Bagnolese arrivarono invece le quattro sconfitte, che le costarono la possibile qualificazione alle semifinali della Lega Sud. Il terzo posto fu comunque un ottimo risultato per una matricola.

La Carta di Viareggio del 2 agosto 1926 escluse però la Casertana dalla Divisione Nazionale. Il terzo posto conseguito le permise comunque di essere ammessa alla nuova Prima Divisione, il campionato cadetto dell’epoca. La Casertana fu inserita in un girone esteso all’intero Centro-Sud, dovendo affrontare trasferte a Palermo, Napoli (Bagnoli), Roma, Foggia, Bari e Taranto. La prima classificata sarebbe stata promossa in Divisione Nazionale. La Casertana si comportò onorevolmente balzando persino in vetta nelle primissime giornate, ma a fine ottobre, dopo le prime quattro giornate (con i casertani in vetta a pari punti con il Liberty di Bari), arrivò la doccia fredda dell’esclusione dal campionato decisa dal Direttorio Divisioni Inferiori per punirla dei gravi incidenti accaduti in Casertana-Roman 3-3 del 17 ottobre 1926 (terza giornata). L’arbitro dell’incontro fu ritenuto dai tifosi casertani il responsabile del passo falso della squadra (concesse tre rigori discutibili al Roman) e fu aggredito e percosso. La Casertana presentò ricorso contro l’esclusione e a metà novembre la Federazione lo accolse riammettendola al campionato. Le tre partite nel frattempo non disputate per l’esclusione furono recuperate in seguito, compreso l’incontro con la Lazio del 21 novembre, che non si poté disputare in quanto la Lazio aveva ricevuto solo venerdì 19 novembre 1926 il telegramma del Direttorio che lo informava della riammissione della Casertana al campionato e dunque, essendo scaduti i termini, non poté ottenere l’autorizzazione del prefetto (gli avvenimenti sportivi all’epoca dovevano essere autorizzati dalla prefettura, alla quale doveva pervenire la richiesta almeno quattro giorni prima dello svolgimento, pena la mancata disputa dell’incontro stesso). La Casertana chiuse quarta dietro Lazio, Liberty e Bagnolese, ma gli alti costi di iscrizione al campionato e le esose spese di trasferta per i lunghi viaggi in ferrovia mandarono in crisi economica la società, che non riuscì a iscriversi al campionato successivo.

La Casertana riuscì a tornare in una serie interregionale, la Serie C, solo nel 1941 e solo per ripescaggio. Dopo alcuni mediocri campionati di Serie C, che all’epoca era diventata davvero elefantiaca (al punto che era provocatoriamente definita “Regionale” da alcuni), la riforma dei campionati (che ridusse la Serie C a soli quattro gironi) relegò la Casertana nel campionato interregionale di Promozione nel 1948. Ripescata in Serie C nel 1950, nel 1952 fu relegata nella nuova IV Serie nel 1952 per riforma dei campionati (Serie C a girone unico). Negli anni 50 e 60 alternò partecipazioni ai campionati di Serie C e Serie D (o IV Serie), finché nel 1969-70 ottenne la prima storica promozione in Serie B. L’esperienza tra i cadetti durò una sola stagione, poi disputò campionati di Serie C e di Serie C1 fino alla nuova promozione tra i cadetti al termine della stagione 1990-91. Ancora una volta la Casertana tornò in C dopo appena una stagione, a causa della sconfitta nello spareggio salvezza contro il Taranto. Dopo il fallimento del 1993 la Casertana attraversò un periodo di crisi, ritornando in pianta stabile in Serie C solo negli anni recenti.