La storia del calcio in Campania (1904-1911)

I primordi del calcio a Napoli

Il calcio a Napoli approdò tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. A portarlo fu il circolo nautico Club Canottieri Italia, fondato nel 1889. Tra i numerosi sport promossi dal circolo nautico vi era anche il football. I primi riferimenti nei giornali partenopei a partite di football disputate a Napoli si hanno nel 1899. Di seguito è riportata, tratta da “Il Mattino”, la cronaca di una delle prime partite disputate a Napoli tra alcuni soci della Società Canottieri Italia ed altri della Partenopea.

 “Una partita di foot-ball. Nel locale della Ginnastica Partenopea al Reclusorio ha avuto ieri svolgimento una partita di foot-ball (giuoco del calcio) tra alcuni soci della “Società Canottieri Italia” ed altri della “Partenopea”. Le due schiere di giocatori, ciascuna delle quali forte di dieci baldi giovani, hanno dimostrata somma valentia in questo difficile giuoco che consiste nel ricacciare mediante colpi, dati per lo più con i piedi, una palla nella porta (vano) del campo avversario. La partita è durata per più di due ore,interrotta soltanto di quattro riposi di pochi minuti ognuno; e sarà continuata in altro giorno, da stabilirsi, per la gara decisiva. Fra i giocatori si distinsero i sigg. De Concilis ed i due fratelli La Manzio della Partenopea e i sigg. Massei, Salvati e Kernot dell’Italia. Facevano da giudici i signori Attanasio, Frasca, Pinto, Coppola e Calmann.”

 

Le prime società sportive a praticare il gioco del calcio a Napoli furono dunque la Società Canottieri Italia e la Partenopea. Il Naples nacque nel 1905 proprio come sezione calcistica della Canottieri Italia. Nel primo Naples militarono anche i fratelli Scarfoglio, figli di Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao, fondatori del quotidiano “Il Mattino”. Nella primavera del 1905 la Serao scriveva:

Prima o poi questo sport così igienico, così attraente, così italiano e inglese, insieme doveva attirare la nostra vivace e gagliarda gioventù napoletana. Per opera di alcuni ardenti amatori di questo giuoco è stato fondato il Football Club Partenopeo […]. Fanno parte di questo gruppo: i giovani Nicola Jannone, Angelo Cosenza, Antonio, Paolo e Carlo Scarfoglio nostri figli carissimi, e un dieci o un quindici di volenterosi. E ogni augurio di grandi serene lotte e di serene vittorie ai giuocatori animosi e simpatici.

II più dotato di tutti i fratelli Scarfoglio era però Michele, il quale fu probabilmente nella rosa del Naples fin dalla sua fondazione. Secondo Guido Panico il Naples fu fondato nell’autunno del 1905, come sezione calcio della Canottieri Italia. Piergiorgio Renna sostiene che la sezione calcio della Canottieri Italia fu fondata nel novembre 1905 ma fu solo nel febbraio 1906 che si trasformò nel Naples Football Club, citando a sostegno della propria tesi alcune citazioni dai giornali dell’epoca. Tra i soci fondatori vi era Luigi Salsi, imprenditore partenopeo che promosse con numerose iniziative la diffusione dello sport a Napoli. Tra i soci fondatori del Naples, oltre a italiani provenienti dalla media e alta borghesia  di Napoli, vi erano anche stranieri, per lo più inglesi e svizzeri, residenti da lungo tempo nella città partenopea, come William Potts, Hector Mario Bayon e il capitano Peter Jackson. Quest’ultimo, descritto come “campione della First Union di Newcastle” (io però non ho trovato nulla di una presunta squadra di Newcastle di nome “First Union”, quindi non so dire se questa notizia sia attendibile al 100%), fu capitano del Naples dalla sua fondazione fino alla fine del 1907, quando fu costretto a tornare in Inghilterra per impegni professionali. Il suo addio destò enorme dispiacere in quanto si trattava di uno dei migliori elementi della squadra, secondo la testimonianza del suo compagno di squadra Hector Bayon, che ricopriva anche il ruolo di corrispondente da Napoli de “La Stampa Sportiva” di Torino.

Secondo Athos Zontini (giocatore e medico sociale del Napoli, scrittore negli anni sessanta di una storia del Napoli), la denominazione iniziale del Naples era “Naples Football and Cricket Club” e tolse il “Cricket” dalla denominazione solo nel 1906. Io non sono stato in grado di verificare tale asserzione su fonti coeve. La stessa data di fondazione del Naples è incerta. Secondo la versione più diffusa fu fondato nel 1904, secondo l’Annuario Beccani 1913-14 nel 1903, secondo l’Annuario Beccani 1919-20 il 12 febbraio 1906, secondo Guido Panico nell’autunno 1905. Io sono propenso a dare ragione a Guido Panico, in quanto un articolo de “La Stampa Sportiva” pubblicato nel dicembre 1906 scrive che il Naples fu fondato l’anno prima, ovvero nel 1905. In effetti, alcune citazioni tratte dai giornali dell’epoca e riportate da Piergiorgio Renna nel libro Il football a Napoli, confermano la tesi di Panico e spiegano il perché l’Almanacco Baccani pose la data di fondazione del Naples il 12 febbraio 1906. La Rassegna Sportiva del 26 novembre 1905 pubblicò la notizia della fondazione della sezione calcio della Canottieri Italia:

I Canottieri Italia, che niente tralasciano dell’attività sportiva, hanno fondato una sezione di football, presidente provvisorio il signor Delfino Giolino.

Domenica 3 dicembre [1905] a S. Lucia Nova si giocherà la prima partita, e speriamo che, quanto prima, la nostra Napoli possa avere una sua squadra da poter gareggiare con quelle di Milano, Torino e Genova.

Fu tuttavia solo nel febbraio 1906 che la sezione calcio della Canottieri Italia si trasformò nel Naples Football Club (e per questo che l’Almanacco Beccani pose come data di fondazione del Naples il 12 febbraio 1906). Il 5 febbraio 1906 La Gazzetta dello Sport annunciò:

In seno al Reale Club Canottieri Italia si è costituito il Naples Foot-Ball Club. Il comitato direttivo provvisorio è composto dai signori Guido Fiorentino, Roberto Sarlo, Hector M. Bayon, Delfino Giolino, Arturo Kernot. La nuova società già conta numerosi soci in gran parte appartenenti alle nostre società di canottaggio e le partite procedono animate al campo dei Bagnoli. I colori sono il celeste e il nero.

Il 9 marzo 1906 La Gazzetta dello Sport pubblicò i risultati delle prime elezioni sociali:

I risultati delle elezioni sociali. Presidente: Guido Fiorentino. Vicepresidente: Giuseppe Algranati. Cassiere: Roberto Sarlo. Consiglieri: Canova, Cambiaso, Jackson. Jackson e Cambiaso sono stati nominati primo e secondo capitano.

Le notizie sui primi anni del Naples sono molto scarne. Qualcosa pubblicò “La Stampa Sportiva” di Torino grazie ai contatti presi con Hector Mario Bayon del Naples, che divenne così il corrispondente da Napoli del settimanale sportivo torinese. Alcune notizie furono pubblicate anche sul periodico “La Rassegna Sportiva” edito dallo stesso alto dirigente del Naples Luigi Salsi. “La Rassegna Sportiva” usciva tre volte al mese e, pur dedicandosi prevalentemente di automobilismo, non mancava di dedicare qualche spazio alle vicende sportive del Naples. Purtroppo “La Rassegna Sportiva” è molto difficilmente consultabile (pochissimi stralci sono stati pubblicati nel libro “Azzurri  1990 – Napoli”). Ogni tanto pubblicava qualche notizia anche “Il Mattino”, anche se nei primi tempi lo spazio dedicato al “Football” si limitò alla rubrica “Mosconi”. In seguito fu lo stesso Michele Scarfoglio, attaccante (“forward”) del Naples, a scrivere sul giornale di famiglia alcuni articoli relativi alla sua squadra, firmati con lo pseudonimo di “Forwards”.

Il Naples, affiliatosi alla FIF (Federazione Italiana Football) nel settembre 1906, disputò nel corso del 1906 e del 1907 numerose partite contro equipaggi di squadre inglesi, come Suffolk e Cedric, nonché contro squadre romane come Virtus e Roman. Tra i giocatori del Naples vi erano alcuni elementi provenienti da importanti squadre dell’Italia Settentrionale, come Hector Mario Bayon, “Leuft” (così lo scrive “La Stampa Sportiva”, ma non ho trovato nessun giocatore del Genoa con questo nome, forse è un errore di stampa per Senft, che effettivamente militò nel Genoa? Però non ho trovato nulla su una presunta militanza di Senft nel Naples) e Max Mayer provenienti dal Genoa, Carlo Bianchi proveniente dal Milan, e il marchese Cambiaso proveniente dalla Torinese. A parte Bayon, tutti questi giocatori lasciarono Napoli e il Naples entro la fine del 1907.

Questi incontri si disputarono su campetti di fortuna in un clima sostanzialmente dilettantistico. Si narra che Michele Conforti, portiere del Naples, ogni volta che l’azione si svolgeva molto lontano dalla sua porta, si sedeva su una sedia portata in campo e conversava con gli spettatori a bordo campo. Gli stessi cronisti spesso prestavano più attenzione alle avvenenti signorine dell’alta borghesia partenopea a bordo campo che non all’effettivo svolgimento delle partite. Le persone più ricche parcheggiavano le automobili a bordo campo, e da lì assistevano agli incontri. Gli stessi giocatori del Naples, non disponendo di uno spogliatoio dove cambiarsi, arrivavano già vestiti con la divisa di gioco in automobile parcheggiandola in prossimità del campo.

Stanco di disputare partite esclusivamente contro equipaggi di navi inglesi, il Naples, unica squadra centro-meridionale affiliata alla FIF (l’odierna FIGC), considerò la possibilità di iscriversi ai campionati italiani 1907 indetti dalla Federazione. Probabilmente intendeva iscriversi alla Seconda Categoria, dato che non deteneva i titoli per partecipare immediatamente alla massima serie. Alla fine, tuttavia, dovette rinunciare al suo proposito, per le ingenti spese di trasferta che avrebbe dovuto sostenere per disputare le partite di campionato nell’Alta Italia. L’unica maniera per evitare gli alti costi di trasferta e i lunghi e spossanti viaggi in ferrovia che la disputa del campionato avrebbe comportato sarebbe stata trasferirsi nell’Alta Italia, cosa però non fattibile in quanto tutti i giocatori del Naples erano dilettanti e lavoravano a Napoli, quindi non era fattibile costringerli ad abbandonare il loro lavoro (unica loro fonte di reddito) per trasferirli nell’Italia Settentrionale. “La Rassegna Sportiva” esortò la Federazione a fare qualcosa per integrare anche le squadre centro-meridionali nel massimo campionato, magari istituendo anche un campionato del Centro Italia e del Sud Italia, le cui vincenti avrebbero conteso il titolo di Campione assoluto d’Italia al vincitore del torneo settentrionale, ma la FIF almeno per il momento continuò a trascurare il calcio nelle regioni centro-meridionali. Il Naples dunque si dovette accontentare di disputare altre amichevoli, di cui una disputata il 1 aprile 1907 a Roma contro la Virtus e persa 2-1 e un’altra disputata il 12 giugno 1907 a Napoli contro il Roman e vinta per 4-2. La formazione che scese in campo contro il Roman era costituita da:  Bayon, Greaves, Jackson, Potts, Pratt; Giolino, Bianchi, Cambiaso; Little, Hay; Saltmarshe (si presti attenzione, la formazione è pubblicata all’incontrario, cioè con i cinque attaccanti elencati per primi, e il portiere per ultimo, questa era un’usanza abbastanza frequente nei giornali dell’epoca).

Nell’autunno 1907, alla ripresa delle attività agonistiche, il Naples prese parte all’Assemblea annuale della FIF. La FIF stabilì di escludere i giocatori stranieri dai campionati italiani, istituendo però un campionato alternativo, detto federale, al quale anch’essi potessero partecipare. Il Naples fu tra le quattro squadre che abbandonarono l’assemblea per protesta contro la politica autarchica della FIF. Nel frattempo il Naples ebbe anche dei problemi riguardanti il campo di gioco. Il campo di Bagnoli, nel quale era solito giocare, non era disponibile a causa del divieto della Divisione militare di usarlo. La dirigenza del Naples non riuscì a trovare un altro campo di gioco dove allenarsi e disputare le partite, e la forzata inattività destò i malumori di alcuni elementi esteri, che minacciarono di lasciare la squadra e di fondarne un’altra, l’International Football Club. Alla fine il rischio di secessione rientrò, ma all’assemblea del club del 19 dicembre 1907 il consiglio direttivo, accusato di inoperosità per la questione della mancanza di un campo di gioco, fu costretto alle dimissioni e sostituito da un triumvirato costituito dal cassiere (e portiere) Henry Saltmarshe, dal segretario Hector Mario Bayon e dal capitano William Potts. Nel frattempo, però, il Naples aveva perso giocatori di talento. Lasciarono la squadra dapprima i due ex giocatori del Genoa “Leuft” (probabilmente il cognome riportato da “La Stampa Sportiva” non è corretto) e Mayer, infine Carlo Bianchi (tornato al Milan), il marchese Cambiaso (che abbandonò Napoli dopo la laurea in ingegneria) e gli inglesi Pratt e Peter Jackson, tornati nel Regno Unito. Il Naples si indebolì così considerevolmente, soprattutto con la partenza del suo primo capitano, Peter Jackson di Newcastle, richiamato in patria per impegni professionali.

I primi campionati regionali

Il primo campionato campano (1908)

Nel frattempo cominciarono ad essere fondate a Napoli altre società di calcio. Nell’autunno 1907 fu fondata la Società Sportiva Napoli. Come campo di gioco fu scelto il Campo di Marte. Il consiglio direttivo della Società Sportiva Napoli al momento della sua fondazione era costituito dal presidente Alfredo Fermariello, dal vicepresidente Alessandro Ioima, dal cassiere Mario Landolfi, e dal segretario Vittorio Izza. La Società Sportiva Napoli si affiliò quasi immediatamente alla FIF. Il settimanale “La Stampa Sportiva” di Torino riportò la notizia che la nuova società napoletana avesse bandito gli stranieri, volendo essere costituita da soli elementi italiani. Quando il presidente Alfredo Fermariello ne fu informato, pregò il corrispondente Hector Mario Bayon di rettificare la notizia, perché non corrispondente alla verità. Bayon sulle pagine de “La Stampa Sportiva” precisò che era stato Walter Cremonini, suo compagno di squadra nel Naples, a riferirgli la notizia. Il Cremonini sostenne che la sua accettazione a socio della S.S. Napoli era stata respinta in quanto risultava di nazionalità statunitense. Fermariello respinse la versione del Cremonini, precisando che quest’ultimo fu addirittura loro socio fondatore e che non c’era nessuna prevenzione o atteggiamento ostile della società nei confronti degli stranieri.

Agli inizi del 1908 fu fondata inoltre una nuova società a Napoli, l’Open Air Sporting Club. Sempre in questo periodo (tra il 1907 e il 1908) fu fondata l’Audace. Nel frattempo Naples e Società Sportiva Napoli, regolarmente affiliate alla FIF, chiesero alla Federazione di organizzare per la prima volta un campionato regionale campano di Seconda Categoria. La FIF accolse parzialmente le loro richieste, accettando di organizzare sì un campionato regionale in Campania ma di Terza Categoria. All’epoca non esistevano ancora i Comitati Regionali e l’organizzazione dei campionati regionali era demandata ai consiglieri federali residenti in quella regione. Alla chiusura delle iscrizioni alla Terza Categoria il 1 marzo 1908 risultarono iscritte al campionato regionale campano tre compagini di Napoli: Naples, Audace e S.S. Napoli. Il quotidiano “Il Mattino” pubblicò nel numero del 1-2 marzo 1908 il seguente calendario:

Foot-Ball

I Campionati federali di Foot-Ball di III Categoria si disputeranno a Napoli nei giorni e nell’ordine seguente:

15 marzo: Naples Foot Ball Club-Sport Club Audace, Campo dei Bagnoli.

22 marzo: Società Sportiva Napoli-Naples Foot-Ball Club, Campo dei Bagnoli.

5 aprile: Sport Club Audace-Naples Foot-Ball Club, Campo dei Bagnoli.

12 aprile: Naples Foot-Ball Club-Società Sportiva Napoli, Campo dei Bagnoli.

19 aprile: Sport Club Audace-Società Sportiva Napoli, Campo di Marte.

26 aprile: Società Sportiva Napoli-Sport Club Audace, Campo di Marte.

Il presente calendario è stato approvato nella riunione del 24 u.s. dai rappresentanti delle tre società concorrenti ai campionati.

Tuttavia l’Open Air inviò in ritardo domanda di iscrizione ed essa fu accolta nonostante fossero scaduti i termini. Il calendario fu così ricompilato e stravolto. Il primo campionato campano di calcio organizzato dalla Federazione e quindi ufficiale ebbe così inizio il 15 marzo 1908 con la partita Naples-S.S. Napoli. Le prime partite procedettero senza intoppi. Il 19 marzo 1908, sul campo di Bagnoli, la S.S. Napoli ebbe agevolmente la meglio sull’Open Air di Napoli battendola 5-1, agevolati dal fatto che i loro inesperti avversari dovettero giocare buona parte dell’incontro in dieci, essendosi il loro capitano lussato al piede.  L’arbitro fu Michele Scarfoglio del Naples. Tre giorni dopo, la partita tra Naples e S.S. Napoli terminò 1-1, ma con il Naples penalizzato dall’arbitro che non gli convalidò un gol perché non si era accorto che il portiere della S.S. Napoli Bonanno aveva sì parato la conclusione di Cremonini ma quando la palla aveva già completamente attraversato la linea di porta (un po’ come accaduto nel caso del celebre gol di Muntari). Nei minuti finali della partita l’attaccante Matacena sostituì Bonanno in porta parando numerose conclusioni del Naples e salvando il pareggio. Il campionato, insomma, sembrava procedere senza intoppi. Sennonché il 25 marzo 1908 avvenne l’episodio che sconvolse l’intero campionato.

Il 25 marzo 1908 scesero in campo Audace e S.S. Napoli. L’incontro era arbitrato da Hector Mario Bayon del Naples. La partita si disputò normalmente fino a quando l’arbitro fischiò un rigore a favore della S.S. Napoli. Il capitano Matacena si incaricò dell’esecuzione del tiro dal dischetto. Sennonché prese male la mira e il pallone colpì lo spigolo della porta non entrando in rete. A questo punto il Matacena fermò il gioco e si rivolse arrabbiato all’arbitro sostenendo incredibilmente che la palla fosse entrata in rete. Quando il Bayon cercò di far ragionare il Matacena, quest’ultimo sostenne che non poteva non ammettere che la palla fosse effettivamente entrata in rete e cominciò a ingiuriarlo pesantemente. L’arbitro espulse allora il Matacena ma quest’ultimo rifiutò di lasciare il campo. Di fronte al fermo rifiuto del Matacena di accettare le sue decisioni e di lasciare il campo, Bayon sospese immediatamente l’incontro e scrisse un’ampio rapporto che inviò alla FIF. La Federazione, ricevuto il rapporto dell’arbitro, sospese momentaneamente il campionato campano in attesa di prendere una decisione definitiva sulla questione. Il 29 marzo 1908 così non si disputò l’incontro di campionato Naples-Open Air, a causa della sospensione del campionato decisa dalla FIF. Il Naples disputò in quel giorno un’amichevole contro un equipaggio inglese perdendo 5-0.

Alla fine la FIF emanò la sua sentenza. Annullò tutte le partite di campionato campano precedentemente disputate, e ne stravolse la formula. Fino alla sospensione del campionato esso si era svolto con la formula del girone unico all’italiana con partite di andata e di ritorno. Ebbene la FIF ordinò che la ripetizione del campionato sarebbe stata a eliminazione diretta, con semifinali e finale. Fu nominato arbitro di tutti gli incontri il delegato federale Spiro Clescovich junior, di origini triestine ma da lungo tempo residente a Napoli. Il 12 aprile 1908 scesero in campo per la prima semifinale Naples e Open Air. La partita non ebbe storia e finì 15-0 per il Naples. Dopo la pausa pasquale, la seconda semifinale si svolse il 26 aprile 1908 tra S.S. Napoli e Audace. Anche questa partita finì con una vittoria molto larga, infatti la S.S. Napoli ebbe la meglio sugli avversari per ben nove reti a zero. Nello stesso giorno, sempre a Napoli, il Naples ospitava in casa la Lazio in amichevole, perdendo per 3-1.

Dunque era stabilito: la finale del campionato si sarebbe disputata tra Naples e S.S. Napoli il 3 maggio 1908. La partita si svolse accanita e terminò 1-1, dunque dovette essere ripetuta. La ripetizione si svolse il 24 maggio: prevalse il Naples per 2-1, che si aggiudicò così il suo primo titolo ufficiale.

Nel frattempo si svolsero le elezioni del consiglio direttivo del Naples. Fu eletto presidente Emilio Anatra, vicepresidente Luigi Salsi, segretario Hector Bayon, cassiere Henry Saltmarch, direttore consigliere Vasco Fortunato, capitano della prima squadra William Potts, capitano della squadra italiana Delfino Giolino; furono poi ad unanimità eletti soci benemeriti i signori Hector Bayon e Guido Fiorentino.

Nel frattempo, sempre nel maggio 1908, il vicepresidente del Naples Luigi Salsi avanzò la proposta di far disputare tra le squadre campane una coppa Challenge sulla falsariga della Palla Dapples. Questa challenge si sarebbe chiamata Coppa Salsi. Tuttavia, per il momento, la coppa non si disputò. Essa fu messa effettivamente in palio solo a partire dal dicembre 1909.

Nel frattempo cominciarono le eliminatorie campane per il torneo INEF di Roma. Esse si svolsero in una sola giornata, il 17 maggio 1908: il Naples, con due successi contro S.S. Napoli (5-0) e Audace (7-0), si qualificò alla fase finale, in programma a Roma ai primi di giugno. Sorteggiata in semifinale contro la blasonata Juventus di Torino, fu sconfitta per 6-0 e immediatamente eliminata dal torneo, confermando il netto divario tra Nord e Sud. Tuttavia, il fatto che dal torneo erano esclusi i giocatori stranieri penalizzò il Naples. Il Naples sperò di potersi riprendere la rivincita a Roma sulla Lazio ma l’incontro non si disputò perché la Lazio non fu preavvisata in tempo utile. Successivamente la Lazio si dimostrò disponibile a disputare un incontro con il Naples, a condizione che fosse però preavvisata almeno cinque giorni prima.

Il secondo campionato campano (1909)

Nel frattempo, anche in seguito alla temibile catastrofe che fu il maremoto di Messina, nell’autunno 1908 l’attività dei principali club napoletani tardava a riprendere. Nel frattempo, a Napoli fu fondato un nuovo club, la Juventus di Napoli. Nel gennaio 1909 Spiro Clescovich junior, consigliere federale per la regione Campania, propose di istituire un nuovo torneo tra le squadre campane, la cosiddetta Targa Clescovich. Inviò dunque il regolamento della Coppa alla Federazione per ottenerne l’approvazione. Nel frattempo l’Open Air aveva acquistato un nuovo campo di gioco alle Terme di Agnano, del quale erano cominciati i lavori di livellamento. Anche il Naples cercò di trovare un nuovo campo di gioco, non più a Bagnoli, ma al Vomero, zona più comoda da raggiungere per i giocatori, ma non sembrerebbe che il tentativo fosse andato a buon fine. Invero, le trattative per il campo al Vomero erano in stato avanzato, tanto che fu affermato che probabilmente i lavori di livellamento sarebbero cominciati la settimana successiva, ma il trasferimento al Vomero, se mai ci fu, dovette risultare effimero, dato che nei mesi e negli anni successivi il Naples continuò a disputare le proprie partite a Bagnoli.

Nel frattempo, nel dicembre 1908 il Naples inviò iscrizione al Campionato Federale di Seconda Categoria, risultando l’unica squadra centro-meridionale iscritta. Nel marzo 1909 cominciò inoltre il campionato regionale di Terza Categoria. Il 21 marzo 1909, nel primo turno, il Naples ebbe la meglio sulla Società Sportiva Napoli per 4-1. Nella prima semifinale, disputata il 25 marzo, l’Audace sconfisse la Juventus per 1-0 ai tempi supplementari. Nella seconda semifinale, disputata il 28 marzo 1909, il Naples si impose sull’Open Air per 2-0. La finale tra Naples e Audace, disputata il 18 aprile 1909, fu vinta dai primi per 4-0, che riconfermarono il dominio regionale.

Nel frattempo, il Naples si recò a Palermo per disputare la Coppa Lipton, ricchissima ed artistica Challenge donata dal miliardario inglese Sir Thomas Lipton. Il giorno di Pasqua, l’11 aprile 1909, si disputò sul campo del Palermo Foot-Ball Club, banditore e organizzatore del torneo, la finale. Davanti a un pubblico folto ed elegante, tra cui erano numerosissime le signore e signorine nelle loro gaie e leggere toilettes estive, e grazie a una tripletta dell’avanti Stevens, il Naples ebbe la meglio sul Palermo per 4-2, conquistando l’ambito trofeo.

E per quanto riguarda la Seconda Categoria? Il Naples nel dicembre 1908 era stata l’unica formazione centro-meridionale ad iscriversi, ma non aveva ancora disputato alcuna partita, per l’assenza di avversarie nell’Italia centro-meridionale. Nel frattempo il Piemonte Foot-Ball Club di Torino aveva vinto con assoluto merito il girone finale ligure-lombardo-piemontese e la stampa gli aveva già attribuito il titolo di Campione Federale di Seconda Categoria, come se tutti si fossero dimenticati dell’iscrizione dei partenopei al torneo. La FIF alla fine si rammentò dell’iscrizione del Naples e impose sul campo neutro di Roma il giorno 13 giugno 1909 la disputa della finale tra Naples e Piemonte per il titolo federale di Seconda Categoria. Il problema fu che la stessa FIF aveva appena squalificato per tre mesi il Piemonte per aver disputato senza autorizzazione amichevoli contro squadre francesi nonostante il divieto imposto dalla Federazione e dalla stessa FIFA di affrontarle. Conseguenza della squalifica del Piemonte fu che la finale Naples-Piemonte non si poté disputare, in quanto il regolamento impediva a qualunque squadra di disputare partite contro squadre squalificate durante il periodo di squalifica pena la squalifica anche per esse. La FIF peraltro aveva evitato di preavvisare il Naples della finale contro il Piemonte, e il segretario del Naples “Lan” (presumibilmente si trattava di Bruno Esposto Lau, spesso storpiato in Lan dalla stampa) se ne lamentò sulle pagine de “La Stampa Sportiva”, accusando la FIF anche di incoerenza, in quanto prima aveva squalificato il Piemonte per tre mesi e poi aveva imposto la disputa della partita Naples-Piemonte proprio durante il periodo di squalifica dei piemontini, in aperta violazione del regolamento stesso. All’assemblea federale dell’autunno 1909 fu risolta la questione, con l’assegnazione d’ufficio del titolo federale di Seconda Categoria al Piemonte.

Nuovi tornei e coppe (1909-10)

Nell’autunno 1909 a Napoli e finanche a Caserta, dove nel frattempo era stata fondata la locale Robur, riprese l’attività agonistica. Il 17 ottobre 1909 ebbe luogo nel Reale Parco di Caserta il torneo regionale di Caserta organizzato dallo stesso Naples. Al torneo si iscrissero tre squadre di Napoli (Naples, Audace e Open Air) e una di Caserta (la Robur). Tuttavia l’Open Air diede forfait all’ultimo istante. Alle 10,45 cominciò il primo incontro tra Naples e Audace: la partita non ebbe storia e si concluse 7-0 per il Naples, già in vantaggio per 5-0 al termine del primo tempo. Il secondo incontro, quello decisivo tra Naples e Robur, ebbe luogo alle 15 dopo il pranzo. Il Naples vinse per 3-0, aggiudicandosi il trofeo e le undici medaglie offerte dal signor Anatra, presidente dello stesso Naples. Il secondo posto andò all’Audace dopo aver vinto il terzo incontro del torneo, contro la Robur, per 1-0. I casertani, stanchi dopo l’incontro con il Naples, subirono per tutto l’incontro l’iniziativa dell’Audace, il quale riuscì a segnare il gol della vittoria nel finale. In occasione del gol, il pubblico invase il campo interpretando male il fischio dell’arbitro e gli stessi giocatori della Robur, dopo aver contestato l’arbitro per una presunta errata computazione del tempo di gioco, si ritirarono per protesta dal campo consegnando la vittoria all’Audace.

Nel frattempo, nell’ultima settimana di ottobre, approdarono nel porto di Napoli numerose corazzate francesi, tra cui la Gaulois e la St. Louis, in occasione della riappacificazione diplomatica tra Italia e Francia. Gli equipaggi delle navi francesi furono accolti con grande onore e con grande ospitalità dalle autorità cittadine e visitarono la città per alcuni giorni. Dato evidentemente il loro interesse per il football, i due equipaggi francesi della Gaulois e della Saint Louis chiesero e ottennero di poter disputare degli incontri di calcio contro le principali squadre cittadine. In un giorno di fine ottobre 1909, dunque, il Naples sconfisse la Gaulois per 7-1, mentre miglior sorte toccò all’equipaggio della Saint Louis, che vinse la S.S. Napoli con identico punteggio.

Nel frattempo, nel novembre 1909, erano cominciate le gare per la Targa Clescovich, targa donata da Spiro Clescovic junior, primo presidente in assoluto del Comitato Regionale Campano della FIGC. All’assemblea federale dell’autunno 1909 furono infatti costituiti per la prima volta i comitati regionali, e Clescovich fu eletto presidente del Comitato Regionale Campano. Le gare per la Targa Clescovich ebbero luogo tra novembre e dicembre 1909. Il 28 novembre 1909 si disputò la prima semifinale del torneo, tra il Naples e la Robur di Caserta, arbitrata da Bruno Esposto Lau: la partita non ebbe storia e finì 11-0 per il Naples. La seconda semifinale, tra S.S. Napoli e Audace, fu ben più equilibrata, tanto che il primo incontro del 5 dicembre terminò in parità rendendo necessaria la ripetizione. Nella ripetizione, disputata l’8 dicembre e arbitrata da Hector Bayon, l’Audace ebbe la meglio per 3-0. Nel pomeriggio di quello stesso giorno venne disputata la finale tra Naples e Audace, arbitrata da Spiro Clescovich. La partita fu vinta ancora una volta con largo punteggio dal Naples, che trionfò per nove reti a zero, confermando l’egemonia in ambito regionale e aggiudicandosi l’ennesimo trofeo.

Nel frattempo, nel dicembre 1909 il vicepresidente del Naples Luigi Salsi mise finalmente in palio la sua Challenge, la Coppa Salsi, da lui donata. La Coppa fu realizzata dallo stabilimento Nelli di Firenze. Il regolamento della Competizione ricalcava quello della Coppa Frank Bryan, con la differenza che, invece di essere riservata a tutte le società d’Italia, alla Coppa Salsi potevano prendere parte solo le squadre della quarta e quinta sezione (Italia Meridionale e Insulare). Le gare di Coppa Salsi avevano durata triennale, si tennero ogni anno dal dicembre 1909 fino all’aprile 1912, nel periodo tra il 1 dicembre e il 30 aprile dell’anno successivo. La coppa fu consegnata da Salsi alla sua squadra, il Naples. Qualunque squadra che avesse voluto provare a vincere la Coppa non avrebbe dovuto fare altro che sfidare il Naples (considerato il detentore della coppa, anche se non si era disputata ancora nessuna partita) nel periodo di disputa della Coppa, cioè tra dicembre e aprile. La squadra vincitrice dello scontro tra detentore e sfidante sarebbe diventato il nuovo detentore del trofeo, avrebbe inciso il suo nome nella Coppa e ne sarebbe rimasto in possesso fino a quando non sarebbe stato vinto da una squadra sfidante. In caso di pareggio sarebbe stato considerato come nuovo vincitore il detentore in carica. La squadra che al 30 aprile 1912, giorno di conclusione della competizione, avrebbe inciso più volte il proprio nome nella targa (ovvero aveva ottenuto il maggior numero di vittorie), sarebbe diventato il detentore perpetuo del trofeo.

Nel frattempo, nel gennaio 1910 il quotidiano “Il Mattino” annunciava la fondazione di una nuova polisportiva napoletana praticante tra i diversi sport anche il calcio, l’Elios.

Sempre nel gennaio 1910 si disputò la Coppa Casacchia-Audace organizzata dall’Audace. Il 23 gennaio 1910 si doveva disputare la prima partita del torneo tra l’Audace e la prima squadra del Naples ma i secondi diedero forfait. Il 30 gennaio 1910 l’Audace sconfisse 1-0 la seconda squadra del Naples, la SS Napoli ebbe la meglio con identico punteggio sull’Elios, mentre la Robur di Caserta sconfisse per 3-2 l’Open Air. La semifinale del torneo si disputò il 6 febbraio 1910 tra Audace e Robur di Caserta: prevalsero i casertani per 4-0. La finale tra SS Napoli e Robur si disputò il 13 febbraio 1910, e terminò 0-0, rendendo necessaria la ripetizione. Nella ripetizione della finale, disputata il 20 febbraio 1910, fu la SS Napoli a imporsi per 3-0. La Coppa Casacchia-Audace fu dunque vinta dalla SS Napoli.

Il Naples, la squadra più forte della Campania, vinse il campionato meridionale di Seconda Categoria, avendo nettamente la meglio sulla sfidante, il Bari FBC. I pugliesi persero nettamente l’andata a Napoli per 6-2 e diedero forfait nella partita di ritorno a Bari. Il Naples conquistò così l’ambito torneo. Questa volta la FIGC non stabilì la disputa di una finale tra il campione nord-occidentale e quello meridionale di Seconda Categoria, perché il regolamento dei campionati 1909-10, che aveva suddiviso l’Italia in cinque sezioni (Italia Nord-Occidentale, Italia Nord-Orientale, Italia Centrale, Italia Meridionale e Italia Insulare), aveva stabilito che i campionati di Seconda Categoria si sarebbero svolti esclusivamente a livello sezionale, e non era prevista una fase finale nazionale tra i vincitori dei campionati sezionali. Tuttavia il regolamento prevedeva che i vincitori del campionato di Seconda Categoria della Prima Sezione (Italia Nord-Occidentale) sarebbero stati considerati i campioni d’Italia di Seconda Categoria, sulla base della superiorità tecnica delle squadre del Triangolo Industriale sulle squadre delle altre regioni, ancora non integrate nei campionati nazionali, ancora riservati esclusivamente alle compagini nord-occidentali.

Nel mese di marzo 1910 il Naples disputò e vinse la Coppa Città di Napoli, organizzata dall’Open Air. La competizione fu suddivisa in due categorie. Alla Categoria A si iscrissero solo le prime squadre del Naples e dell’Open Air. Alla Categoria B si iscrissero invece la casertana Robur e le partenopee Elios, Juventus, Open Air e la seconda squadra del Naples, anche se poi la Robur si ritirò dal torneo. Il 20 marzo 1910 si svolse la finale della Categoria A tra Naples e Open Air sul campo di questi ultimi, e vinsero i primi per 7-1. Le semifinali e la finale della Categoria B si disputarono lo stesso giorno della finale della Categoria A. Le semifinali furono vinte da Juventus (vittoriosa per 6-1 sulla seconda squadra del Naples nonostante fosse scesa in campo con soli nove uomini) ed Elios (vittoriosa per 3-1 sull’Open Air). Furono dunque Juventus ed Elios a disputare la finale della Categoria B. Tuttavia la Juventus diede forfait non presentandosi in campo, consegnando così la vittoria all’Elios.

Il Naples si era nel frattempo qualificata alla finale della Coppa Lipton superando per 6-1 l’Elios nell’eliminatoria campana. La finale si disputò a Palermo il 27 marzo, giorno di Pasqua. Il Naples, a causa della defezione per malattia di alcuni suoi giocatori, dovette disputare la finale in formazione rimaneggiata, schierando diversi elementi della seconda squadra, e perse nettamente per 4-1 contro il Palermo. Nel frattempo, nello stesso giorno, i giocatori del Naples rimasti a casa furono costretti a disputare una partita di Coppa Salsi contro l’Audace. L’Audace, sfruttando le norme del regolamento e approfittando del fatto che la prima squadra del Naples fosse in quel momento in Sicilia, sfidò proprio in quel giorno il Naples per la Coppa Salsi. Il 27 marzo 1910 il Naples fu così costretto a scendere in campo con una formazione ampiamente rimaneggiata, con tutti elementi della seconda squadra. Non solo, la defezione all’ultimo istante del portiere costrinse Bruno Esposto Lau a giocare fuori ruolo in porta e il Naples a giocare in dieci contro undici. Ne seguì una partita molto rocambolesca. Nel primo tempo, sullo 0-0, l’arbitro Parisi fischiò un rigore a favore del Naples. Lo tirò Giolino, che tuttavia sprecò la grande opportunità sbagliandolo. Ancora nel primo tempo, Pfister segnò di mano per il Naples un gol che tuttavia l’arbitro giustamente annullò. Nella ripresa, ancora sullo 0-0, Esposto Lau, improvvisatosi portiere, si rese artefice di alcune decisive parate, destando l’entusiasmo degli spettatori. Il Naples, con diversi elementi fuori forma come il Bayon, non riuscì a segnare, se non di mano (nel primo tempo). La partita si concluse 0-0 e per regolamento la Coppa Salsi rimase al Naples, che ottenne di poter incidere per la prima volta il proprio nome sulla targa della Coppa (per completezza si segnala che nel libro di Fontanelli dei Campionati 1909-10 viene fornita una versione diversa dei fatti, con il Naples vittorioso per 2-1 e l’Audace scesa in campo in dieci; preferisco però tenermi fedele alla cronaca della partita de “La Stampa Sportiva”, che conferma lo 0-0 e il fatto che fu il Naples a scendere in campo in 10, non sapendo quale sia la fonte consultata da Fontanelli e quanto sia attendibile).

Nel frattempo cominciò anche il torneo regionale campano di Terza Categoria. Il Naples schierò in campo la seconda squadra, mentre tutte le altre società partenopee partecipanti, ovvero la S.S. Napoli, l’Audace, l’Open Air, l’Elios e la Juventus, iscrissero la prima squadra. La prima giornata ebbe luogo il 3 aprile 1910: l’Audace sconfisse la S.S. Napoli per 6-0, il Naples ebbe la meglio sull’Open Air per 3-0, mentre Elios-Juventus finì in parità per 2-2. La settimana successiva il Naples sconfisse la S.S. Napoli per 3-0, l’Elios travolse l’Open Air per 12-2, mentre Audace fece un passo falso pareggiando 2-2 contro la Juventus. Il Naples volò così momentaneamente in vetta alla classifica con 4 punti, seguita da Audace ed Elios a quota 3, Juventus e Open Air a quota 2, e dal fanalino S.S. Napoli ancora a zero punti. Tuttavia l’inizio brillante della seconda squadra del Naples non fu confermata dal seguito del torneo. Alla terza giornata, il 17 aprile, arrivò il primo passo falso in campionato per il Naples, con un pareggio per 2-2 contro l’Elios; l’Audace, vittoriosa per 2-0 a tavolino per forfait dell’Open Air, la riagganciò così in vetta; nel frattempo, la S.S. Napoli ottenne la prima vittoria e i primi due punti battendo per 2-0 la Juventus. La quarta giornata vide il definitivo sorpasso dell’Audace, vittoriosa per 3-1 sull’Elios, ai danni del Naples, sconfitto per 2-0 dalla Juventus, mentre la S.S. Napoli, ritrovatasi, ottenne la sua seconda vittoria consecutiva imponendosi per 2-1 sull’Open Air. Il Naples era ora costretto a vincere lo scontro diretto contro l’Audace all’ultima giornata; in tal caso li avrebbe raggiunti in vetta, rendendo necessario uno spareggio per assegnare la vittoria del girone. Tuttavia, il Naples perse 2-0 anche lo scontro diretto del 1 maggio, terminando il girone al quarto posto in classifica. Nel frattempo, nella stessa giornata, la S.S. Napoli aveva battuto l’Elios per 2-0 a tavolino per forfait, mentre la Juventus aveva prevalso per 4-0 sull’Open Air. La classifica finale fu: Audace 9; S.S. Napoli e Juventus 6; Naples 5; Elios 4; Open Air 0. L’Audace si qualificò così alla finale contro la Robur di Caserta, unica squadra non partenopea iscritta al campionato regionale. Il 5 maggio 1910 l’Audace si impose per 4-1 all’andata in casa, ma nell’incontro di ritorno disputatosi tre giorni dopo nel parco della Reggia di Caserta fu la Robur a imporsi per 2-0. Avendo le due compagini ottenuto una vittoria a testa, si rese necessario uno spareggio sul campo della squadra con differenza reti migliore, ovvero l’Audace. La Robur tuttavia non si presentò in campo e il Comitato Regionale Campano assegnò la vittoria del campionato all’Audace per forfait della squadra di Caserta. Tuttavia, mesi dopo la decisione fu annullata e la partita mandata a ripetere il 7 ottobre 1910: l’Audace vinse ancora questa volta, aggiudicandosi definitivamente il campionato.

Nel frattempo a Palermo il 13-14 maggio 1910 si organizzò il Torneo dei Mille per celebrare il Cinquantenario dello sbarco dei Mille. Il Naples avrebbe dovuto parteciparvi insieme a Audax, Palermo, Messina, Bari e Lazio, ma a causa di inconvenienti durante il viaggio arrivò in Sicilia fuori tempo massimo, quando il Comitato Organizzatore lo aveva già escluso equiparando il ritardo a un “forfait”. Il Naples si dovette accontentare di disputare delle amichevoli in Sicilia, tra cui una vittoria per 5-0 contro il Messina.

I campionati del 1910-11

Nel 1911 il Naples si rinforzò notevolmente. Arrivarono dalla Svizzera i fratelli Koch e Steinigger (il nuovo capitano), dalla Germania Oestermann, dal Belgio il centravanti Leon Chaudoir, dall’Inghilterra (più precisamente da Southampton) l’avanti William Mc Pherson, dal Servette (di Ginevra) Marin. Ritornarono a giocare nel Naples Carlo Garozzo e l’Incarnati, difensori. Tra gli elementi di nazionalità italiana spiccavano Michele Scarfoglio, il miglior avanti di tutta Napoli, e Gaetano Del Pezzo, di origini svedesi (da parte della madre) e figlio di un celebre matematico italiano. Anche la seconda e la terza squadra del Naples erano costituite da ottimi elementi, che pure in passato avevano fatto parte della prima squadra.

Le altre squadre di Napoli, cioè la S.S. Napoli, l’Audace, l’Open Air, la Juventus e l’Elios erano nettamente inferiori. L’Open Air, in particolare, a causa della sua inattività, aveva perso numerosi elementi passati ad aumentare le fila di altre società. Le altre squadre rimanenti quasi ogni domenica provavano a sfidare gli stranieri del Naples, uscendone quasi sempre sconfitti. E ciò nonostante spesso schierassero giocatori tesserati per altre società. Per esempio l’Audace, nel principio della stagione 1910-11, perse due amichevoli contro il Naples, nonostante avesse schierato il Taccani e il Tanzi, giocatori tesserati per l’Elios. La Juventus riuscì invece a battere la seconda squadra del Naples, ma schierando diversi giocatori appartenenti ad altre squadre: infatti degli undici della Juventus schierati in quel giorno, tre erano della R.N. Napoli (Bettinelli, Buccini, Capuzzo), due erano dell’Audace (i fratelli De Giuli) e un sesto era della S.S. Napoli (Guglielmo Matacena). In realtà dunque, a battere la seconda squadra del Naples, non fu davvero la Juventus ma piuttosto una coalizione delle squadre minori di Napoli nel tentativo disperato di interrompere l’incontrastata serie di vittorie schiaccianti degli stranieri del Naples.

Nel frattempo il Naples uscì di nuovo vincitore dal doppio confronto con il Bari nel Campionato meridionale di Seconda Categoria 1910-11. Dopo aver pareggiato per 2-2 la partita di andata a Bari, al ritorno il Naples conseguì una schiacciante vittoria per 7-0, aggiudicandosi così per il secondo anno consecutivo il campionato meridionale di Seconda Categoria.

Il 19 marzo il Naples perse per 2-0 in trasferta l’amichevole contro la Juventus di Roma, il 26 marzo trionfò nel proprio campo contro l’equipaggio dell’Arabik, che si narra poche settimane prima avevano battuto nientemeno che il plurititolato Genoa a domicilio per 3-0. Il Naples vinse per 3-2, grazie alle reti di McPherson, Scarfoglio e Chaudoir. File:9apr1911Gazzetta.jpg

Il 9 aprile il Naples vinse per la prima volta contro la Lazio, battuta per 3-1 grazie a una tripletta di Chaudoir, e, dopo 20 minuti di pausa, disputò una partita di Coppa Salsi contro l’Audace, avendo la meglio per 2-0, nonostante il comportamento poco cavalleresco degli avversari, che ancora una volta lo avevano sfidato nello stesso giorno in cui era in programma un’altra amichevole, in modo da trovarlo stanco e avere maggiori possibilità di vittoria; peraltro l’Audace praticò un gioco rude, e furono espulsi due giocatori, uno per parte. La settimana successiva il Naples partì per la Sicilia per contendere la Coppa Lipton al Palermo. Il giorno di Pasqua (16 aprile), nella finale contro i padroni di casa del Palermo, il Naples andò sotto di due reti nel primo tempo. Il Naples ebbe però la forza di credere nella rimonta e negli ultimi trentatré minuti di gioco una tripletta di Leon Chaudoir rimise le cose a posto, regalando la vittoria al Naples per 3-2 dopo una incredibile ed esaltante rimonta. Per il Palermo, che fino a 34 minuti dalla fine era stato in vantaggio di due reti, fu un’autentica beffa.

Nel frattempo ricominciò il campionato regionale di Terza Categoria. Il 19 marzo 1911 scesero in campo Naples (seconda squadra) e S.S. Napoli. L’esito non è del tutto chiaro. “La Stampa Sportiva” a proposito scrive che la “Società Sportiva Napoli fu facilmente vincitrice del Naples Foot-Ball Club per 2-0”. Invece “La Gazzetta dello Sport” del 20 marzo 1911 scrisse che fu il Naples a imporsi per 2-0: “Benché al Naples mancassero tre giuocatori sostituiti con elementi inferiori la vittoria faticosa fu ancora per lui, precisamente per 2 goals a zero segnati nel secondo tempo” (probabilmente è stata “La Stampa Sportiva” a invertire il risultato). La settimana successiva fu la volta di Juventus-Elios terminato sul campo 3-3. La “Gazzetta dello Sport” a proposito riferisce che: “Per la seconda eliminatoria dei campionati napoletani di Terza Categoria si sono oggi incontrati la Juventus Sporting Club con Elios Sporting Club. Il campo non regolarmente preparato non ha permesso un giuoco ordinato, e il match si è chiuso alla pari con 3 a 3. Da notarsi che verso la fine l’Elios marca un nuovo punto parato da un giuocatore della Juventus non appartenente alla squadra in campo. Ma l’arbitro annulla ingiustamente il punto”. L’Elios presentò reclamo contro l’irregolarità commessa dalla Juventus, e secondo il Corinti il Comitato Regionale Campano assegnò la vittoria a tavolino per 2-0 all’Elios. Il 2 aprile 1911, per il terzo incontro di girone, scesero in campo Naples e Audace. La partita non ebbe storia: dopo appena quattro minuti McPherson aveva già portato in vantaggio il Naples, che raddoppiò subito dopo per merito di Koch. Nella ripresa l’Audace, ridotto in 10 contro 11 a causa di un infortunio, crollò e il Naples segnò in successione altre quattro reti, di cui tre per merito di Pasquale e uno siglato da Koch. L’infortunio di McPherson ristabilì tuttavia la parità numerica e l’Audace nel giro di pochi minuti con una doppietta di De Rosa riuscì a salvare in parte l’onore. Nei minuti finali una rete di Calterum portò sul 7-2 il Naples, risultato con cui si concluse l’incontro. Il 9 aprile, come riportato da “La Gazzetta dello Sport”, si disputò l’incontro di Terza Categoria S.S. Napoli-Elios S.C. 2-1.  Non sono noti né i risultati successivi del campionato regionale, né l’esito finale, a meno di un’accurata ricerca su “La Gazzetta dello Sport” e sui giornali dell’epoca di Napoli. Questo fu però l’ultimo campionato a cui Elios, S.S. Napoli e Juventus poterono partecipare. Gli effetti dello scoppio della guerra in Libia, insieme ad altri fattori, contribuirono a rivoluzionare letteralmente la storia del calcio partenopeo.

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